Fisioterapista: il professionista della riabilitazione e non solo

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Fisioterapista: il professionista della riabilitazione e non solo

A seguito di un incidente vi hanno consigliato di consultare un fisioterapista? In molti casi è la strada migliore se volete recuperare in toto. Il fisioterapista, infatti, è l’operatore professionale che è specificamente deputato alle riabilitazione delle aree della motricità. Se è facile, con l’esempio appena fornito di un incidente che crei un trauma a livello di strutture ossee o muscolari, immaginare cosa faccia un fisioterapista e quali siano gli obiettivi di una consulenza di questo tipo, quello che forse non tutti sanno è che la fisioterapia può essere utile e proficua anche in molti altri casi: un operatore sanitario di questo tipo, infatti, può operare anche quando i danni che esistono – e non importa in questo senso che siano a livello congenito, acquisito o  traumatico – sono a carico di funzioni corticali o viscerali. Non stupisce in questo senso, allora, neanche che un fisioterapista abbia una serie di conoscenze molto vaste e interdisciplinari che spaziano dalla conoscenza delle strutture neuro-muscolari e quelle scheletriche, alla fisiologia e la patologia, eccetera. L’intervento di un fisioterapista, tra l’altro, è in genere concordato con quello di un’altra serie di professionisti, che possono variare di caso in caso a seconda delle esigenze: la fisioterapia, infatti, potrebbe essere abbinata a una terapia farmacologica per la cessazione del dolore per esempio o essere conseguenza, temporale più che causale, di un intervento chirurgico.

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Una seduta dal fisioterapista: in cosa consiste

Cosa fa, però, praticamente e operativamente un fisioterapista? Nelle ipotesi più semplici opera sul corpo del paziente, nelle aree interessate, con tecniche che vanno dalla digito-pressione alla massoterapia. Proprio per queste ragioni, la professione di fisioterapista viene spesso – e a torto – confusa con quella di fisiatri, chiropratici e simili: è un errore concettuale e risulta in una certa misura indispensabile tenere distinte aree d’azione e occasioni in cui rivolgersi all’uno o all’altro. Si tratta, tra l’altro, dell’unica tra le figure in questione che possa valutare l’opportunità per esempio di adottare protesi o altri strumenti di ausilio, sia temporanei che permanenti, che agevolino il paziente: in questo caso non si occupa solo dell’adozione/installazione ma anche dei successivi controlli e di valutare i progressi ottenuti.

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