Dipendenza da cocaina: come aiutare chi ne soffre

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Dati allarmanti provengono dalla Relazione europea sulla droga, pubblicata il 7 giugno 2018 dall’EMCDDA – Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Secondo le statistiche, la nostra Penisola si trova al quarto posto in classifica per uso di cocaina, preceduta da Regno Unito, Spagna e Irlanda. I dati fanno riferimento al 2016, anno che ha visto circa 3 milioni e mezzo di persone fare uso di cocaina, la maggior parte delle quali hanno un’età compresa tra i 15 e i 34 anni. In particolare, in Italia il 6,8% dei giovani, che rientrano all’interno del range di età, ha fatto uso di questa sostanza almeno una volta nella vita.

L’uso della cocaina nel nostro paese è abbastanza stabile, come accade nel resto dell’Unione Europea. Un dato interessante riguarda, però, la città di Milano in cui è stato riscontrato – a seguito di un intervento di analisi delle acque – un aumento delle tracce di cocaina nelle acque di scolo del capoluogo lombardo, soprattutto durante i fine settimana.

Come riconoscere una dipendenza

La dipendenza da cocaina è uno dei disturbi da uso di sostanze più difficili da affrontare, sia per i pazienti che ne soffrono, sia per le persone che gli stanno vicine, anche perché i sintomi spesso non sono evidenti. Infatti, a differenza di altre sostanze – quali eroina o alcool – i cui sintomi di astinenza si manifestano sotto forma di tremori, sudorazione e dolori muscolari, l’astinenza da cocaina presenta una sintomatologia psicologica e mentale: il paziente è talmente immerso nel tunnel della droga che crede di non poterne più uscire.

Le persone a lui vicine sono le prime a dover porgergli una mano d’aiuto, prima parlando di eventuali sospetti e preoccupazioni. Molto probabilmente, la prima reazione del paziente sarà quella di negare la presenza del problema: ammettere a se stessi e a chi ci sta vicino di essere dipendenti da sostanze può essere molto complicato.

Una volta superata la fase della negazione, è fondamentale accompagnare il paziente verso un percorso di riabilitazione per poterlo sostenere anche in caso di ricadute (sempre più frequenti dopo le prime sedute in centri di disintossicazione).

Uno dei metodi di disintossicazione che sta prendendo sempre più piede per i suoi risultati è rTMS Italia: si tratta di una tecnica innovativa che non prevede il ricovero, permettendo ai pazienti di svolgere le consuete attività quotidiane.

Come aiutare chi è dipendente

La dipendenza da cocaina, come da qualsiasi altra sostanza, comporta conseguenze dannose per la salute del paziente, sia a livello mentale che fisico. L’uso di cocaina:

  • Promuove la produzione di dopamina, neurotrasmettitore che presenta, tra le diverse funzioni, quella di regolare la sensazione di piacere, l’attenzione e il sonno. L’accumulo di dopamina a livello cerebrale crea un’associazione tra piacere e sostanza: da qui, si viene a creare quel circolo di rinforzo che porta il paziente a non voler smettere;
  • Inibisce l’appetito, portando a perdita di peso e malnutrizione;
  • Aumenta il battito cardiaco e la pressione arteriosa;
  • Provoca tolleranza ai suoi stessi effetti: chi ne fa uso si abitua velocemente e cerca in dosi sempre maggiori le stesse sensazioni di euforia e piacere;
  • Può portare a disturbi cardiovascolari, respiratori, neurologici, gastrointestinali e mentali.

Diventa, perciò, di fondamentale importanza aiutare un paziente ad uscire dal circolo vizioso della tossicodipendenza. Se la persona che sta vivendo questo stato di disagio è vicina a noi, il dialogo è uno dei primi strumenti da utilizzare per far emergere il problema, abbattendo quel muro che crea inevitabilmente con il mondo esterno.

Successivamente si procederà con un percorso riabilitativo attraverso cui contrastare l’effetto nocivo di questa sostanza stupefacente.

A differenza delle numerose comunità o centri riabilitativi (sert milano) in cui spesso questo genere di pazienti vengono ricoverati, rTMS Italia basa il proprio approccio sulla stimolazione magnetica transcranica ripetitiva, una terapia sicura ed indolore che agisce direttamente sui neuroni danneggiati dalla sostanza.

Attraverso l’applicazione di un dispositivo sul capo del paziente, vengono scaricati degli impulsi in direzione di quelle zone del cervello alterate dagli effetti della cocaina che vengono riportate alle condizioni di partenza, eliminando il desiderio di assumere la sostanza. Le sedute previste per la disintossicazione sono circa 20 e si tengono nei centri medici rTMS Italia: il centro di disintossicazione con sede a Milano, Roma e Cagliari non presuppone alcun genere di ricovero e, al contrario, basa il proprio approccio su una terapia del tutto indolore e che dà la possibilità ai pazienti di rimanere con i propri cari.

 

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