Calze a compressione graduata per prevenire le patologie venose

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Quando i termometri della temperatura salgono, soprattutto le donne accusano gonfiore a piedi, caviglie e più in generale alle gambe. Il calore ha un effetto dilatatore sulle vene e sul sistema di circolazione linfatica generando ristagni di sangue e di liquidi. L’attenzione è sempre riservata al sistema cardiovascolare, ma vale di certo la pena porre attenzione anche su quello linfatico. La circolazione linfatica avviene mediante un articolato sistema di vasi, attraverso i quali scorre la linfa.

A differenza della circolazione venosa e arteriosa che viene spinta dal cuore, quella linfatica sfrutta come poma i muscoli. L’alternanza tra contrazione e rilassamento delle fibre muscolari è il motore della linfa. La sedentarietà o l’immobilità provoca ristagni dei liquidi nei piedi e nelle gambe. Il sistema linfatico serve a fare fluire la linfa nei tessuti, drenando i liquidi per evitare che si creino accumuli. I linfedemi alle gambe si presentano come edemi dei tessuti molli e le aree interessate tornano alla normalità tendenzialmente al mattino. Quando degenerano, tendenzialmente verso sera, unitamente all’accumulo di linfa, si manifesta un ristagno anche di proteine e altri cataboliti cellulari. In quest’ultimo caso dolori crampiformi, pesantezza e anche prurito diventano più persistenti.

Quando il flusso viene ostacolato o rallentato, a livello delle gambe si creano le condizioni per la formazione anche di cellulite, il tanto odiato inestetismo causato, tra le altre, proprio dall’alterazione della circolazione linfatica. Di certo, l’edema si può aggravare nelle stagioni calde, ma anche in periodo premestruale o quando si sta parecchio in piedi. Il linfedema, dunque, è una condizione patologica provocata da un accumularsi dei liquidi nei tessuti.

Il problema non è di certo solo estetico perché, a causa della densità dei liquidi non drenati carichi di proteine, col tempo possono verificarsi problematiche a livello di ossigenazione dei tessuti con conseguenti stati infiammatori e manifestazioni eczematiche di dermatiti e anche ulcerose.

Per favorire la normalizzazione della circolazione linfatica e per evitare di incorrere in forme patologiche come il linfedema alle gambe, gli specialisti in ortopedia e traumatologia consigliano anzitutto il movimento e possibilmente esercizio fisico e, ultimo, ma non meno importante, l’elastocompressione attraverso appunto l’uso di calze a compressione graduata. In questo modo, si prevenire il problema dell’accumulo di liquidi, difficilmente riassorbibile, ma anche contrastare e rallentare il progredire della malattia già insorta, impedendone un peggioramento fino alla comparsa di complicanze e la degenerazione al terzo stadio, caratterizzato da gonfiore e da alterazioni cutanee.

Per favorire una corretta circolazione, sono da preferire calzature adatte, non troppo strette e nemmeno con tacchi alti per evitare l’insorgere di patologie sistemiche. Il linfedema è una malattia cronica, ma attraverso il trattamento corretto e costante, si possono ottenere ottimi risultati. Come detto anticipatamente, oltre al movimento, proprio per evitare le ritenzioni dei liquidi, è fondamentale indossare autoreggenti, collant o gambaletti compressivi pensati proprio per il benessere e la salute delle gambe e dei piedi, anche quando si pratica attività fisica è bene l’ausilio di calze tecniche sempre a compressione. La compressione graduata attiva la circolazione e aiuta a prevenire le patologie venose, ma anche i problemi di linfedemi.